Torna ai tempi dei capelli cotonati e delle spalline imbottite con Lips™: I Love The 80s, una fantastica selezione di 40 grandi successi degli anni ’80 tra cui “Gold” degli Spandau Ballet, “Bette Davis Eyes” di Kim Carnes, “Walking on Sunshine” di Katrina & The Waves, “Rio” dei Duran Duran e “Relax” dei Frankie Goes To Hollywood che spingerà i giocatori a combattere per conquistare il microfono. Ora puoi utilizzare i microfoni USB inclusi con “Guitar Hero” e “Rock Band” per cantare i tuoi brani preferiti, sbloccare nuovi, eccitanti equipaggiamenti per gli avatar e acquistare una ricca selezione di brani scaricabili su Xbox LIVE per continuare a divertirti con amici e familiari per tutta la notte!
- Ideale per i party all’insegna dell’allegria
- Compatibilita’ con lettori MP3 e iPod
- Riconoscimento vocale molto efficiente
- Parco musicale ben fornito
- Mancanza di una vera e propria modalita’ multiplayer
- Nessuna novita’ rispetto ai titoli precedenti
- Controvera la decisione di trattare gli anni ’80
- Lunghi tempi di caricamento
This is not my cup of tea dicono oltremanica, e in effetti ritrovarmi a recensire questo titolo mi fa sorridere, non tanto per il vedermi davanti alla tv a sbraitare, ma quanto perché stoico e ligio al mio dovere di recensore mi accingo a scartare il microfono con l’aria seria di chi sa il fatto suo. Si puo’ fuggire agli arcade corredati di chitarra, ma non ai karaoke, e di questo ne sono consapevole mentre mi accingo ad copiare il colorato disco nell’hard disk della mia fida Xbox, non vorrei mai che girando girando, mi distogliesse l’attenzione dalle parole a schermo.
Inutile aggiungere che “I Love the 80’s” è dedicato a chi è vissuto o ha amato quel periodo, o anche chi, preso da un’irrefrenabile passione per il glam-rock e il pop d’annata non puo’ resistere di fronte a paillettes e facce truccate. Per avere un’idea piu’ completa delle novita’ eventualmente introdotte nel nuovo capitolo della serie mi sono procacciato anche una copia di Lips: Party Classics, forse il piu’ gettonato, chiamiamolo “episodio” della serie.
Leggere la tracklist mi fa venire in mente capelloni vestiti in modo orribile e soprattutto, seppelliti sotto l’opinabile (e per quanto mi riguada, pessimo) gusto modaiolo dell’epoca, alcuni brani di indubbio valore. E in effetti vediamo David Bowie, Frankie Goes to Hollywood, Simple Minds, Blondie, artisti e brani che non possiamo non ricordare, a meno che la vostra eta’ non sia appena al di sopra del minimo legale per mettervi tra le mani un joypad. Da pignolo come sono non ho potuto sorvolare il fatto che siano inclusi anche pezzi di fine anni ’70, una cosa abbastanza strana, ma forse, visto il target a cui è indirizzato LIPS, gli iNiS non hanno dato molto peso alle date. Lato positivo: quasi tutte le tracce sono corredate dal proprio video musicale… dite la verita’, non vedete l’ora di vedere Boy George.
Non posso valutare questo titolo con il classico metro utilizzato con giochi piu’ “completi”, di certo una recensione del comparto sonoro o grafico lascerebbe il tempo che trova – tanto piu’ che è assolutamente invariato rispetto ai precedenti 3 titoli di iNiS – quindi mi concentrero’ sul gameplay, che è l’anima e l’unico vero aspetto da valutare di un titolo sui generis come questo.
Gameplay che ha un ottimo impatto non c’è che dire, il tutto è molto molto semplice, una volta che il microfono è stato rilevato dal sistema si è pronti a partire! Il sistema riconosce correttamente la nostra voce, anche quelle sgraziate (tipo la mia) e quelle argentine (gentilmente fornite sotto pagamento dalle vicine), e riesce a filtrare bene eventuali accenti o smagliature vocali, risultando rapido ed efficace nel riconoscere se abbiamo colto nel segno la strofa o sbagliato miseramente.
Il sistema di punteggio non riconosce solamente il tempo e il tono del nostro gracchiare, ma anche elementi piu’ avanzati come il vibrato e il ritmo. A video verranno mostrate medaglie e i classici achievements, alcuni relativamente facili da ottenere (se c’è riuscito il sottoscritto ci puo’ riuscire chiunque) altri un po’ meno.
Sono state introdotte anche alcune modalita’ da hardcore gamers, o singers in questo caso, come combo che si attivano quando abbiamo azzeccato piu’ note in sequenza o ancora indicazioni a video di shakerare il microfono che stiamo stringendo con le nostre mani sudate, e minigames che offrono un interessante diversivo al nostro pellegrinaggio sonico. Questi ultimi sono ideati naturalmente per il gioco in “multiplayer”, che si badi bene è solamente locale, il che rende il titolo un must per tutti i nostalgici della decade piu’ inutile della storia musicale che intendano organizzare festini a base di hamburgers e muffin.
Alcune interessanti power features fanno capolino in questo “I Love the 80’s” come il riconoscimento automatico di player musicali come Zune o iPod, da cui potremo importare le tracce (prive di video, naturalmente) e creare le nostre playlist personali, opzione effettivamente molto utile se abbiamo ospiti e vogliamo deliziarli immediatamente con i nostri pezzi preferiti. E’ anche possibile registrare le nostre performance per riproporle ai presenti, in questo caso pero’ occorre fare un salto nelle opzioni di gioco e ridurre al minimo la traccia vocale originale per evitare cacofonici riverberi.
Come citato è di fatto assente una vera modalita’ multiplayer online, ed è abbastanza strano che al quarto capitolo della serie nessuno abbia ancora pensato ad una feature di questo tipo… Certo i leaderboards ci possono far gioire della nostra prestanza sonora, ma manca una vera modalita’ per sfidare gli aspiranti cantanti sparsi per il mondo. L’unica possibilita’ è competere “in differita” su una stessa traccia, consultando poi i risultati nella sezione “My Lips”, l’esperienza risulta in ogni modo diversa rispetto al cantare in contemporanea sul nostro pezzo preferito. La longevita’ del titolo è tuttavia garantita dalle numerose tracce disponibili sul marketplace, e aggiornate praticamente ogni settimana, e che, aggiunte ai 40 pezzi disponibili nel disco, possono garantire altre ore di divertimento.
E siamo giunti alla fine di questa estenuante recensione. Un parere oggettivo su un titolo del genere è ardua impresa, ma si puo’ sicuramente constatare come, canzoni a parte, non sia cambiato assolutamente nulla dal punto di vista del sistema di gioco rispetto alle edizioni precedenti, e questo, nonostante molti aitanti cantori non si preoccupino di questioni grafiche o tecniche, non preannuncia nulla di buono per il futuro della serie. Il fascino che per alcuni puo’ essere trasmesso dai pezzi della decade paninara lascia un po’ il tempo che trova, è da ammirare la scelta, non molto popolare, di trattare gli anni ’80 e le loro pompose contraddizioni sonore, tuttavia trovo molto piu’ sensato continuare sui pezzi piu’ moderni e attuali, che, volenti o nolenti, sono piu’ cari al bacino di utenza di LIPS rispetto a Relax, Shout o Video Killed the Radio Star.
Michele Magnardini.














